3.4 Farrell e McAllister: la valutazione dell’elemento personale dei sistemi

Il ruolo dell’elemento personale del voto è stato studiato anche attraverso una terminologia diversa, quella del voto preferenziale, inteso non come un determinato tipo di sistema elettorale, ma come una caratteristica più o meno pronunciata presente in tutti i sistemi. Due studiosi irlandesi, David Farrell e Ian McAllister , ispirandosi dalla ricerca e dal metodo di Carey e Shugart, classificano i sistemi in base a una valutazione quantitativa della relativa importanza dell’elemento di scelta dei candidati. I tre criteri di analisi sono il ballot, il vote e il district, ognuno dei quali prevede una valutazione su una scala da uno a cinque, quattro o tre per ottenere alla fine un punteggio finale che assegna il gradino più alto del podio al sistema irlandese del single transferable vote (che non era primo con nessuno dei modelli precedenti) e quello più basso ai sistemi (proporzionali e maggioritari) di lista bloccata (invariabilmente ultimi con qualsiasi modello di valutazione). Le conclusioni delle ricerche mostrano che lo stesso approccio (analisi “fenomenologica” dei sistemi) basato su delle variabili quasi identiche (criteri del voto personale o preferenziale), ma interpretate in un altro modo (valutare positivamente o negativamente lo stesso elemento, o attribuirgli un punteggio quantitativo più o meno favorevole), può portare a risultati sensibilmente diversi. La graduatoria conclusiva proposta da Farrell e McAllister è senz’altro più accettabile di quelle proposte dai tre modelli precedenti, ma rimane viziata dallo stesso difetto di arbitrarietà. Perché il metodo di voto ordinale trasferibile in piccoli collegi uninominali o plurinominali dovrebbe permettere un scelta più personale o più preferenziale che non un doppio turno uninominale o un sistema proporzionale di lista aperta con un voto solo o con preferenze plurime, con voto cumulativo e con panachage? La risposta dipende ovviamente dall’interpretazione, da definizioni e convenzioni, dalla scelta di determinati presupposti valoriali che un’analisi che pretende essere scientifica dovrebbe mettere in evidenza e giustificare.

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