7. Una definizione del proporzionale

La natura logica del proporzionale e il punto di vista dei cittadini.

L’analisi logica.

Il sistema “proporzionale”, inteso in senso stretto come sistema di lista, possiede precise caratteristiche formali:

– L’oggetto del processo elettorale sono liste obbligatorie. Questa proposizione ha tre corollari che riguardano i candidati, gli elettori e gli eletti:

1. I candidati si possono presentare solo attraverso liste elettorali.

2. Le liste divengono l’oggetto primario del voto.

3. Le liste divengono il beneficiario diretto dei seggi.

– Dovendo comunque eleggere dei rappresentanti individuali, il processo elettorale si duplica in due elezioni diverse per oggetto del voto e per formula di trasformazione: un voto di lista con ripartizione pro quota fra liste (formula semplice o complessa con condizioni di soglie o con premi condizionali) e un voto di candidati con precedenza maggioritaria (pluralità semplice, maggioranza assoluta equivalente alla quota o altre soglie condizionali).

– La prevalenza del voto di lista: dei due processi prevale quello della lista, perché i voti si contano prima per le liste e solo dopo per i candidati e i seggi si ripartiscono prima fra le liste e si assegnano solo dopo ai candidati.

Questa definizione potrebbe sembrare inappropriata in alcuni casi particolari. Basta tuttavia un minimo sforzo di astrazione per convincersi che vale sempre, anche nei due casi estremi:

– con la “lista libera” si vota formalmente, o in apparenza, solo per candidati, ma il processo elettorale rimane duplice con prevalenza della lista, perché i voti si contano prima per ripartire i seggi fra le liste e solo dopo per l’assegnazione dei seggi ai candidati ;

– con la lista bloccata si vota effettivamente solo per una lista, ma la decisione rimane duplice con la seconda scelta, “l’elezione” dei singoli rappresentanti, demandata a un soggetto esterno al processo elettorale che li nomina prima o al limite dopo l’elezione .

La definizione non è comunemente accettata. La ricerca tradizionale s’interessa poco alla struttura logica dei sistemi “proporzionali” di lista, e nei rari casi in cui qualcuno se ne occupa, le interpretazioni avanzate sono in contrasto con la definizione appena esposta . Raramente si evidenzia l’aspetto modale della lista, la sua obbligatorietà, che la distingue dalle liste di fatto del block voting.

A parte la riscoperta recente dell’elemento personale dei sistemi di voto , la ricerca tradizionale è tutta concentrata sulla proporzionalità dei risultati e sul coordinamento strategico e valuta i sistemi proporzionali in funzione al primo elemento, quello della ripartizione dei seggi fra liste e circoscrizioni, mentre tende a ignorare la meccanica dell’assegnazione dei seggi ai candidati individuali.

Questo approccio segue senza dirlo apertamente una logica dei partiti che ha perso di vista l’attore principale, il cittadino, per il quale contano la libertà di accesso come candidato e la libertà di scelta come elettore, due diritti fortemente condizionati dal voto di lista.

Il punto di vista del popolo sovrano.

La prospettiva cambia se l’analisi tiene conto dei diritti elettorali attivi e passivi dei cittadini: in quell’ottica il sistema “proporzionale” può essere considerato semplicemente un diverso alquanto complesso meccanismo tecnico di trasformazione dei voti degli elettori in seggi di rappresentanti individuali – cioè che rispetto agli altri sistemi cambia il meccanismo di assegnazione dei seggi, ma nient’altro -, solo se qualsiasi cittadino rimane libero di candidarsi senza rischiare di essere ostacolato da attori estranei che non siano gli stessi elettori, se qualsiasi candidato rimane libero di presentarsi anche da solo con la propria lista, senza essere svantaggiato, e se l’elettore può scegliere liberamente i candidati che preferisce, per ragioni di appartenenza partitica o per ragioni di credibilità personale, come meglio crede.

Se il voto con liste obbligatorie non riesce a rispettare questa doppia condizione, allora la specificità del “proporzionale” non è riducibile a una struttura del voto o una formula di trasformazione più complesse.

Posto il problema in questi termini, ci si rende conto che è estremamente difficile trovare fra i numerosi sistemi “proporzionali” in uso attraverso il mondo uno solo che non incida negativamente sui diritti elettorali dei cittadini. Ovunque svariate condizioni, divieti e costrizioni limitano questi diritti, ostacolano l’accesso alla competizione, aumentano il peso della lista rispetto al ruolo del singolo candidato e rinforzano il potere dell’autorità esterna che la gestisce a scapito della libertà decisionale degli elettori.

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