3.6 Toplak: l’analisi logica dell’ampiezza della scelta

Una ricerca recente di Jurij Toplak dell’università di Maribor analizza i diversi significati nella letteratura specializzata del concetto di “voto preferenziale” e opta, come Farrell e McAllister, per una definizione relativista secondo cui tutti i sistemi possono essere più o meno preferenziali. Seguendo l’esempio di Karvonen, l’autore non pretende misurare e pesare l’elemento preferenziale del voto rispetto a quello partitico, ma si propone di analizzare quali sistemi in base a quali elementi costitutivi (logici) concedono agli elettori una scelta elettorale più estesa . Ponendo come primo criterio di distinzione la presenza o meno di una scelta fra candidati dello stesso partito , l’autore rimane fedele ai postulati di tutti i suoi predecessori: il voto personale o preferenziale è interpretato come una semplice precisazione della scelta principale, necessaria e universale, quella fra partiti. Il secondo criterio utilizzato per classificare i sistemi è l’ampiezza della scelta (“the extent of choice”) con tre soluzioni: categorico semplice, categorico multiplo o ordinale. In base a questi strumenti puramente logici e senza valutazioni quantitative, l’autore classifica i sistemi elettorali in un ordine crescente di ampiezza della scelta.

Il livello zero equivale alla presentazione di un solo candidato, soluzione di tipo totalitario plebiscitario. Dopo si trovano in una stessa categoria tutti i sistemi che consentono solo una scelta interparty: le liste bloccate (blocked list proporzionale o party block maggioritario), insieme all’uninominale plurality e majority a due turni. In base all’assunzione iniziale che, in assenza di scelta fra candidati dello stesso partito, il voto è di partito e non di preferenza personale, il voto di lista bloccata e il voto individuale semplice sono equiparati.

Nel secondo gruppo troviamo i sistemi che consentono inoltre una scelta intraparty; questa categoria è divisa, in ordine crescente di ampiezza della scelta, fra sistemi con voto di valore uguale (approval voting e limited vote) e sistemi a voto differenziato, ossia da un lato sistemi ordinali con trasferimento dei voti (uninominale, alternative vote o instant runoff) e dall’altro i sistemi con voto diviso (“vote splitting”): Borda count, voto cumulativo e range voting permettono all’elettore di dividere fra i candidati un totale di punti, con tre modalità diverse che consentono una gradualità crescente di scelta preferenziale. Il postulato implicito è che più voti differenziati, categorici o ordinali che siano, l’elettore può esprimere e più preferenziale è il voto.

Il terzo gruppo con il massimo potenziale di scelta elettorale è più articolato. Prima ci sono i sistemi con una sola scelta interparty che si differenziano a seconda dell’intraparty choice: sistemi proporzionali con liste flessibili o aperte, il single transferable vote e le primarie. Nella categoria dei sistemi con scelta interparty multipla l’autore distingue fra voto di valore equivalente (plurality in collegi plurinominali, doppio turno plurinominale, approval vote, limited vote e panachage fra liste) e voto con valori differenziati; quest’ultima categoria è divisa (come sopra per l’uninominale) fra voto trasferible (alternative vote con più candidati per partito e single transferable vote) e voto diviso (“vote splitting”): Borda count, voto cumulativo e range voting. Colpisce la classifica del doppio turno plurinominale e del block voting, dei modelli da tempo desueti, come più preferenziali dei sistemi proporzionali di lista e del single transferable vote.

Il pregio del’analisi rigorosa di Toplak è che segue l’architettura logica dei sistemi e non una serie di criteri misurabili, interpretati più o meno arbitrariamente per creare una prova empirica che vale quanto il metro di misura scelto. Come tale è ineccepibile, ma parte sempre dall’assioma, in apparenza evidente e neutro, ma in realtà con conseguenze travolgenti, che la scelta è più ampia se l’elettore può esprimere scelte separate per partiti e per candidati.

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